Classi catastali degli immobili

Classi catastali degli immobili

Prima di iniziare a studiare e capire meglio le normative riguardanti le classi catastali degli immobili sarà utile darne una definizione.

La dicitura, infatti, è un riferimento direttamente collegato alle classi, stabilite in ogni comune, che stabiliscono il grado di produttività delle particelle catastali.

Attenzione perché, come si è accennato, ogni comune ha la possibilità di creare classi specifiche in base a diversi parametri come, ad esempio, il valore delle locazioni.

In linea generale, le classi possiedono un ordine preciso e crescente.

L'inserimento nelle categorie, infatti, è determinato, anche, da una valutazione complessiva degli immobili presenti: caratteristiche esterne ed interne, servizi presenti, ambiente circostante, configurazione ed estensione della struttura abitativa.

Se la suddivisione spetta ad ogni comune è anche possibile, nel caso di circoscrizioni particolarmente ridotte, una classe unica per tutti gli edifici presenti. Questa è indicata con una U.

classe catastale

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La classe A, un catalogo delle abitazioni

classi catastali Le odierne classi catastali degli immobili sono state regolate all'inizio del '900.

Nell'ottica di riordino e riassesto del territorio urbano vennero assegnate diverse lettere per distinguere le diverse destinazioni d'uso.

Tra queste la classe A, un insieme di abitazioni divise per valore.

Viste le particolari varianti appena descritte, si capirà facilmente che questa sezione contiene diverse classi: sono addirittura 11. Ecco qualche esempio.

La classe A1 riguarda tutti i fabbricati con finiture di pregio in aree ben servite e di notevole valore paesaggistico o sociale. Nella seconda classe, invece, sono comprese la maggior parte delle abitazioni civili presenti nei comuni italiani. Scendendo di una posizione, le unità abitative comprese nella A3 riguardano complessi abitativi residenziali mediocremente rifinite. Le A4 sono abitazioni fornite delle minime dotazioni igienico-sanitarie. Già, poiché la classe A5 riguarda immobili destinati ad abitazione ma sprovvisti dei servizi essenziali o degli allacci comuni. Infine, la classe A6 riguarda tutte le costruzioni di tipo semi-abitativo.

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Lo strumento principale: la planimetria

planimetria catastale Per avere un immediato riscontro sull'edificio d'interesse e comprendere in quale delle classi catastali degli immobili rientra secondo le normative vigenti è necessario consultare la planimetria presso il catasto.

Questa è tra i documenti ufficiali del comune. Contiene la rappresentazione in scala di tutte le unità abitative e dell'ambiente sociale circostante. E' una vera e propria cartina geografica ufficiale, reca impresso il timbro dell'ufficio catastale preposto ed è il riferimento diretto anche per l'ufficio tecnico comunale quando è necessario rilasciare autorizzazioni alle costruzioni o a lavori di ammodernamento.

Proprio per questi motivi contiene dati considerati sensibili: non è possibile fare richiesta online o comprenderla nel plico di visura catastale. Solo il possessore dell'immobile, secondo le normative, potrà richiederne copia al Catasto.

L'evoluzione tecnica e l'aggiornamento normativo, comunque, permette di produrre questa documentazione su supporto digitale, anche affidando il compito ad un ufficio tecnico specializzato.


La storia delle classi catastali

planimetrie catastali La parola catasto è di origine latina, probabilmente derivata da capitastrum ossia il censimento di un'area geografica e la catalogazione di tutte le costruzioni presenti.

Secondo la giurisprudenza attuale, tuttavia, alla voce catasto sono compresi tutti gli immobili e i terreni compresi nei confini nazionali.

Fin dall'inzio della teoria tributaria era ben chiaro che l'elenco e l'attribuzione degli edifici fosse il metodo più sicuro e più diretto per stabilire la ricchezza individuale e, di conseguenza, attribuire una tassazione specifica.

Ci sono state numerose evoluzioni nella teoria economica della tassazione durante quasi tutte le epoche storiche: dalla quantità di beni, al reddito personale alla rendita catastale attuale. Proprio poiché quest'ultima è calcolata prendendo in considerazione tipo, posizione e finiture del fabbricato si capirà che l'attuale impiego principale del catasto è di tipo tributario. La storia dell'invenzione delle classi catastali degli immobili riguarda proprio la necessità di categorizzare i differenti tipi di abitazioni per poter modulare al meglio la tassazione progressiva da applicare.