Lampade
Lampada Arco di Flos: un’icona del design
Come riconoscere la lampada Arco originale di Flos, dove posizionarla tra tavolo e divano, come regolare il braccio e quanto costa nuova o usata.

Come riconoscere la lampada Arco originale
La lampada Arco nasce nel 1962 dal progetto di Achille e Pier Giacomo Castiglioni, che guardando ai lampioni stradali immaginano un punto luce proiettato dall'alto senza fori nel soffitto né vincoli dell'impianto elettrico. Da allora è prodotta senza modifiche estetiche o costruttive, fa parte delle collezioni permanenti dei grandi musei del design e dal 2011 è tutelata dal diritto d'autore al pari di un'opera d'arte. Proprio questa fama ha generato innumerevoli copie, perciò conviene conoscere i dettagli che le distinguono dall'originale. Il primo è la base: un parallelepipedo di marmo bianco di Carrara con spigoli smussati a taglio netto, pesante circa 65 chili, attraversato da un foro circolare che serve a infilarvi un manico di scopa per spostare la lampada in due persone. L'arco è in acciaio inossidabile satinato, formato da tre profilati a sezione a U che scorrono uno nell'altro, mentre il riflettore è una calotta in alluminio forata per dissipare il calore, abbinata a un anello che ne regola l'orientamento. Cerca la marcatura del produttore e il numero di serie incisi sul pezzo e chiedi sempre certificato di autenticità, garanzia e imballo originale: le imitazioni montano spesso marmi dalle venature grossolane, archi in tubo verniciato e riflettori senza foratura, differenze che a un confronto diretto saltano all'occhio.
Dove collocare la lampada Arco in casa
Una volta accertata l'autenticità, il passo successivo è trovarle il posto giusto. La lampada Arco è stata pensata per portare la luce sopra un tavolo da pranzo senza ricorrere a una sospensione, quindi la collocazione naturale è a fianco del tavolo: posa la base lungo una parete o in un angolo libero e lascia che l'arco, con una sporgenza che alla massima estensione supera i due metri, arrivi con il riflettore al centro del piano, a un'altezza che non intralci chi si alza o passa i piatti. In soggiorno funziona allo stesso modo sopra un tavolino, tra divano e poltrone, dove crea un'isola di luce diretta adatta alla lettura. Ricorda però che la struttura è alta circa 2,4 metri e poggia su una base di marmo ingombrante che non va urtata, perché un colpo con l'aspirapolvere può scheggiare gli spigoli: calcola almeno il passaggio comodo di una persona tra base e mobili vicini, evita corridoi e zone di transito e tieni conto del cavo, che esce dalla base e va fatto correre lungo il muro fino alla presa. Se il soffitto è basso o la stanza è piccola, l'effetto scultoreo rischia di schiacciare l'ambiente, mentre in un open space la curva dell'acciaio aiuta a delimitare la zona pranzo o il salotto senza bisogno di pareti né mobili divisori.
Come regolare il braccio della lampada Arco
Capito dove metterla, resta da adattare la luce agli arredi, operazione più semplice di quanto l'imponenza faccia pensare. Lo stelo della lampada Arco è telescopico: i tre profilati in acciaio scorrono uno dentro l'altro e vengono bloccati nella posizione desiderata dai fermi previsti dal produttore, che vanno allentati e poi serrati senza forzarli, seguendo il foglio istruzioni allegato. Allungando l'arco porti il riflettore più lontano dalla base e leggermente più in basso, perché la curvatura si apre; accorciandolo lo riporti verso l'alto e verso la base. Non è possibile invece ruotare l'arco sulla base né modificare l'altezza complessiva, quindi uno spostamento laterale si ottiene soltanto muovendo l'intera lampada. Il riflettore si orienta agendo sull'anello in alluminio che lo collega all'arco: regolandolo fai in modo che la calotta resti rivolta verso il piano qualunque sia l'estensione scelta, così la luce cade dritta sul tavolo senza abbagliare chi è seduto. Se usi la lampada sopra un tavolino basso, accorcia l'arco perché il cono di luce resti raccolto sulla zona di lettura. La sorgente è una lampadina sostituibile nella versione tradizionale e un modulo LED in quella presentata nel 2012 per il cinquantesimo anniversario: in entrambi i casi scegli una luce calda, che valorizza legno e tessuti e ammorbidisce il riflesso sull'acciaio.
Quanto costa la lampada Arco di Flos
Per quanto riguarda il prezzo, la lampada Arco nuova di catalogo parte da circa 2.650 euro per la versione classica con base in marmo e arco in acciaio, cifra che riflette la lavorazione del marmo di Carrara, l'acciaio inossidabile e la tutela d'autore. La versione a LED e le edizioni celebrative presentate in occasione degli anniversari, prodotte in serie limitata, si collocano su valori più alti e vanno verificate sul listino in vigore presso i rivenditori autorizzati, perché i prezzi cambiano nel tempo. Il mercato dell'usato offre esemplari a cifre inferiori, ma qui la prudenza paga. Verifica prima di tutto l'autenticità attraverso marcatura, numero di serie e documentazione, poi le condizioni: il marmo non deve avere crepe o spigoli scheggiati, l'arco deve scorrere senza impuntarsi e non presentare ammaccature o macchie, il riflettore deve conservare la foratura e la finitura originale. Controlla che cavo e portalampada siano integri o sostituiti con ricambi originali, e diffida di prezzi troppo bassi per un pezzo dichiarato d'epoca: le prime serie, riconoscibili dalla diversa colorazione della calotta, hanno un valore collezionistico e difficilmente vengono svendute. Se il venditore fornisce fattura o certificato, la spesa è più sicura e la lampada conserva il suo valore nel tempo.