Termosifoni
Migliori termosifoni: acciaio, ghisa o alluminio?
Ghisa, acciaio o alluminio: come cambiano inerzia termica, velocità di riscaldamento e costi dei termosifoni, e quale materiale conviene nella tua casa.

Cosa cambia tra un termosifone e l'altro: il ruolo del materiale
Il termosifone è attraversato dall'acqua calda prodotta dalla caldaia. Cede calore alla stanza in parte per irraggiamento, cioè dalle superfici esposte, e in parte per convezione, riscaldando l'aria che lo lambisce e mettendola in movimento. Il materiale con cui è costruito non cambia questo principio, ma influisce su tre aspetti che si percepiscono ogni giorno: quanto tempo impiega il radiatore a scaldarsi dopo l'accensione, per quanto continua a emettere calore dopo lo spegnimento e quanta potenza fornisce a parità di ingombro. Per individuare i termosifoni migliori per la propria casa, occorre valutare proprio l’inerzia termica: la ghisa ha un’inerzia elevata, l’alluminio si scalda e si raffredda rapidamente, mentre l’acciaio presenta generalmente un comportamento intermedio. Un secondo dato da conoscere è la resa termica, la potenza che il radiatore trasferisce all'ambiente, dichiarata dal produttore in watt e riferita a una precisa differenza di temperatura tra acqua e aria. È questo il valore da usare per dimensionare i caloriferi di una stanza, perché materiali diversi raggiungono la stessa potenza con dimensioni diverse.
Termosifoni in ghisa: calore stabile, ma legati all'alta temperatura
La ghisa è il materiale tradizionale e si riconosce dagli elementi a colonne, pesanti e spesso ancora presenti negli edifici meno recenti. La sua inerzia termica elevata è al tempo stesso il vantaggio e il limite: dopo l'accensione i termosifoni in ghisa impiegano molto a riscaldarsi, ma una volta caldi continuano a scaldare la stanza anche a caldaia spenta e attenuano gli sbalzi tra un ciclo e l'altro. Il comfort è quindi ottimale, a patto di tenere l'impianto acceso per molte ore. Per esprimere la resa dichiarata la ghisa lavora con acqua di mandata piuttosto calda, intorno ai 70-75 °C, un regime tipico delle caldaie tradizionali e poco compatibile con le caldaie a condensazione, che rendono meglio quanto più bassa è la temperatura dell'acqua di ritorno. Il peso rende trasporto e fissaggio a parete più impegnativi e, per la fragilità del materiale, gli elementi hanno forme limitate e un ingombro superiore a parità di potenza. In compenso la durata è molto lunga e i vecchi radiatori, se non corrosi, si possono sverniciare e rimettere in opera. Valuta la ghisa se la casa è grande, abitata per gran parte della giornata, servita da una caldaia ad alta temperatura e arredata in stile classico; nei casi opposti i materiali più reattivi offrono un vantaggio reale.
Alluminio e acciaio a confronto: rapidità e libertà di forma
Alluminio e acciaio sono i materiali dei radiatori moderni e condividono la bassa inerzia termica: si scaldano in pochi minuti dall'accensione e si raffreddano altrettanto in fretta. Tra i due l'alluminio è il più rapido e il più leggero, conduce bene il calore e consente elementi compatti con resa elevata rispetto all'ingombro, a un prezzo di listino in genere contenuto. Il limite dei termosifoni in alluminio è la sensibilità alla qualità dell'acqua dell'impianto: verifica con l'installatore la compatibilità con tubazioni e caldaia e rispetta i controlli periodici indicati dal produttore, soprattutto se il riscaldamento resta acceso per molte ore al giorno. L'acciaio si scalda un po' meno in fretta dell'alluminio ma trattiene il calore per qualche tempo dopo lo spegnimento, con un comportamento intermedio tra alluminio e ghisa. Il suo punto di forza è la lavorabilità: tubolari, piastre e scaldasalviette permettono di sfruttare pareti strette o lo spazio sotto finestra e di scegliere finiture coordinate all'arredo. Questa libertà ha un costo, perché un radiatore in acciaio di forma particolare costa in genere più di un modello in alluminio di pari potenza, e negli ambienti ampi va dimensionato con attenzione. Entrambi i materiali lavorano bene con acqua meno calda rispetto alla ghisa, quindi sono la scelta coerente con una caldaia a condensazione o una pompa di calore.
Impianto, abitudini, spazio e differenze di prezzo
Parti dall'impianto, perché è il vincolo che pesa di più. Se la caldaia è a condensazione o se prevedi una pompa di calore, scegli alluminio o acciaio, che rendono con acqua meno calda e permettono di sfruttare l'efficienza del generatore; se invece la casa ha una caldaia tradizionale ad alta temperatura che non intendi sostituire, anche la ghisa resta coerente. Considera poi gli orari: in una casa vissuta solo la sera conviene un radiatore reattivo, che porta la stanza in temperatura in poco tempo e si spegne senza sprechi; in un'abitazione occupata tutto il giorno la ghisa, o in alternativa l'acciaio, restituisce un calore più uniforme. Guarda infine lo spazio disponibile: dove la parete è piccola, un elemento in alluminio ad alta resa o una piastra verticale in acciaio occupano meno di un corpo in ghisa di pari potenza. Il prezzo dei termosifoni non dipende solo dal materiale. Incidono la potenza per elemento, la finitura, la forma, il marchio e, nella ghisa, il peso che rende più onerosi trasporto e posa. Per questo un confronto sensato si fa a parità di resa dichiarata, chiedendo preventivi per radiatori che forniscono la stessa potenza alla stessa temperatura di mandata. Se devi sostituire i vecchi radiatori, fai verificare da un termoidraulico l'interasse degli attacchi, la portata dell'impianto e l'eventuale necessità di valvole termostatiche: sono voci che spostano la spesa finale più della differenza tra un materiale e l'altro.