Verniciare le piastrelle, tutte le info più utili

Con quali prodotti riverniciare le piastrelle del bagno

Capita di essere stanchi delle piastrelle della cucina e/o del bagno, di aver voglia di un rinnovamento, di qualcosa di diverso. Ma capita anche di non disporre del budget necessario per sostituirle o non sentirsela di affrontare lavori di muratura e i disagi che comportano. La soluzione c’è ed è più che valida.

È cioè possibile ricorrere a smalti per piastrelle, che hanno prezzi accessibili e permettono di rivoluzionare i rivestimenti in poco tempo, anche senza ricorrere all’intervento di un professionista. Armandosi di attenzione e pazienza si ottengono risultati straordinari: le piastrelle sembrano nuove di zecca.

Aggiungiamo che questi prodotti formano anche una sorta di strato protettivo, per cui aumenta la resistenza agli urti, ai graffi, alle temperature elevate, all’umidità, all’acqua e ai ripetuti lavaggi. Importante sapere che questi prodotti possono essere applicati su qualsiasi tipo di piastrella, quindi anche su quelle che costituiscono la pavimentazione.

La differenza fra vernice e smalto

Per scegliere il prodotto giusto bisogna innanzi tutto avere ben chiara la differenza tra vernice e smalto. La prima è in genere trasparente o semitrasparente, comunque non nasconde in toto la superficie sottostante. Lo smalto (ma la definizione più corretta in realtà è vernice allo smalto), invece, è coprente. Quindi svolge anche una funzione protettiva più efficace.

Gli smalti possono essere ad acqua o a solvente. Quelli ad acqua sono costituiti da resine acriliche in base acquosa, risultano perfetti anche per gli ambienti interni perché inodori e hanno un basso livello di composti organici volatili (VOC), quindi non c’è il rischio che creino fastidi. Si asciugano in tempi ridotti e resistono nel tempo.

Gli smalti a solvente sono a base di resine alchidiche diluite in base di acquaragia o altri solventi sintetici. Non temono le basse temperature e le intemperie, però hanno un odore forte e pungente, per cui è preferibile non utilizzarli negli spazi interni.

Le vernici per piastrelle, quindi, sono nella maggior parte dei casi smalti ad acqua messi a punto per consentire un’applicazione diretta; non occorre, cioè, utilizzare prima un fondo aggrappante. E la loro resistenza è tale che, nonostante la superficie delle piastrelle sia liscia, non ci si ritrova a fare i conti con fastidiose colature.

I colori più adatti alla cucina

Applicare la vernice per piastrelle significa anche avere la possibilità di osare, scegliendo una fra le tante tonalità disponibili. Per quanto riguarda la cucina, il consiglio è quello di puntare su colori accesi e intensi. Naturalmente, bisogna tener conto delle nuance che contraddistinguono gli arredi.

Per le cucine chiare molto richiesto è lo smalto arancio, giallo, ocra, verde acquamarina ma anche rosso e blu. Per le composizioni più scure è preferibile optare invece per vernici più chiare, che contribuiscano a rendere l’ambiente più luminoso: bianco, beige, tortora, rosa antico.

E se la cucina è caratterizzata da mobili a loro volta colorati? In questo caso è doveroso bilanciare pitturando le piastrelle con una vernice molto sobria e neutra. Altrimenti si ottiene un “eccesso cromatico”, definiamolo così, che alla lunga stanca e potrebbe trasmettere anche un po’ d’ansia. Non è il caso, soprattutto quando arriva il momento di sedersi a tavola.

Come si verniciano le piastrelle

Non è affatto difficile stendere gli smalti per piastrelle, anche perché non occorre diluirli, non colano e non c’è bisogno di applicare un fondo aggrappante. Si comincia pulendo e sgrassando perfettamente le superfici, risciacquando e asciugando con cura.

Dopo aver indossato guanti e mascherina, si applica il nastro adesivo in carta per delimitare le parti da trattare, in modo da non macchiare le altre. Se ci sono fessurazioni o crepe nelle fughe, è sufficiente intervenire con un po’ di stucco; una volta asciutto, si eliminano gli eccessi con la carta abrasiva.

A questo punto si versa lo smalto in un contenitore e si comincia a stenderlo con calma, servendosi di una pennellessa oppure di un rullo a pelo corto; il movimento dev’essere dall’esterno verso l’interno. Per coprire bene le fughe si consiglia di utilizzare un pennello piccolo. Si badi a esercitare la giusta pressione, in modo da stendere la vernice in modo omogeneo. Terminata la prima mano, si attende che il tutto si asciughi e poi si procede con la seconda.

La manutenzione post verniciatura

Si raccomanda di far passare qualche giorno dalla verniciatura prima di pulire le piastrelle: se il tempo di asciugatura al tatto è pari al massimo a poche ore, infatti, quello di asciugatura totale equivale almeno a 72 ore. Se non si aspetta, c’è il rischio concreto che l’acqua e i detergenti compromettano il risultato finale.

Superata questa fase, invece, non c’è alcun problema. Le piastrelle possono essere pulite con i più comuni prodotti, specifici e non (gli sgrassatori per esempio vanno benissimo), a patto che non siano aggressivi. Sarebbe opportuno evitare, di contro, le spugnette abrasive.

Chi predilige i metodi naturali può preparare una soluzione a base di acqua e aceto oppure acqua e bicarbonato: in entrambi i casi le piastrelle risulteranno non solo lucide ma anche igienizzate a fondo. Bisogna però lasciare agire per circa mezz’ora prima di passare al risciacquo.

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